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Archive for novembre 2011

Non molto tempo fa mi è capitato di discutere con una mia amica sull’utilità del social network più utilizzato al mondo. Lei sosteneva che fosse solo una “tendenza dannosa” per tutti e in particolar modo per gli adolescenti. In particolare si soffermava su come potesse essere utilizzato come passatempo in ufficio invece di lavorare e su come la gente (giovani soprattutto) tendano a vivere la loro vita maggiormente online piuttosto che uscendo di casa. Diciamo che, almeno secondo me, non ha tutti i torti. Senza contare le problematiche riguardanti alla questione della privacy e dell’incremento del cyberbullismo.  Ma non esageriamo col dire che facebook sia così dannoso? Non ha portato anche dei vantaggi?

Facebook è il più grande censimento planetario… E’ la più grande costante indagine di marketing quotidiana… Appropriazione di informazioni personali. Facebook è la più grande banca dati del mondo”.

Dario Cassini, conduttore del programma Stalk Radio che va in onda su Sky,  riassume bene gli scopi per i quali è stato creato questo social network.

È vero anche che non bisogna confondere la vita reale da quella virtuale. Infatti, si è ormai sviluppato il fenomeno per cui alcuni ragazzini tendono a passare molto (forse troppo) tempo su Fb tralasciando di concentrarsi più sulle relazioni face to face. Su questo punto poi, almeno per quelli di giovane età, dovrebbe entrare in gioco l’autorità dei genitori stabilendo regole idonee, ad esempio fissando un tempo limite al quale dedicargli.

Tuttavia va anche detto che il suo utilizzo ha reso la vita di molti più semplice.

Diciamocelo chiaramente…  Per quanto lo si voglia giudicare negativamente, quante coppie si sono conosciute e quanti amici si tengono in contatto, anche solo commentando uno stato, grazie ad esso? Quante informazioni riceviamo tramite il passaparola? E anche dal punto di vista del “freddo” marketing, quante aziende hanno potuto migliorare la propria immagine aziendale a costo zero?

Fb si è fatta portatrice di vantaggi e svantaggi dal punto di vista sociale e del business, ma è uno strumento e come tale va giudicato.

L’energia atomica era stata ideata per migliorare il mondo e guardate come è stata utilizzata!

Pertanto sta alla maturità e alla coscienza delle persone saperlo valutare e usare.

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Quando si affaccia al mondo del lavoro, un ragazzo italiano ha una serie di handicap in più rispetto ai suoi colleghi europei.

È una situazione che ormai si protrae da anni, eppure ogni anno sembra che la situazione tenda a peggiorare, soprattutto se si considera che la maggior parte dei precari in Italia sono giovani sotto i 30 anni di età. Inoltre, le ultime disposizioni dell’ormai  ex-legislatura Berlusconi in merito ai cosiddetti “licenziamenti facili” non hanno, a mio avviso, certamente aiutato.

Si ok… bisognava trovare una soluzione al più presto in merito al nostro debito nei confronti della BCE e considerare anche che i termini di scadenza fissati non erano molto lontani, ma va detto altresì che alla fine chi è stata a pagare (per l’ennesima volta) è stata “l’ultima ruota del carro”, ovvero i dipendenti. La conseguenza non poteva che essere un aumento del tasso di disoccupazione.  lo stesso Della Valle, uno dei più ricchi imprenditori d’Italia, ha dichiarato che avrebbero potuto prendere altri provvedimenti, come ad esempio  far pagare a chi ha di più invece di colpire la parte più debole del paese.

Quindi la politica non ha certo dato grossi aiuti in questo senso. Non dobbiamo sorprenderci se poi c’è una parte considerevole di giovani che si trasferisce all’estero per cercare fortuna. Un fenomeno questo che è stato ribattezzato da molti “fuga di cervelli” o come lo chiama Napolitano “emorragia di talenti”. Al riguardo il presidente della repubblica ha dichiarato: “A lasciare il nostro Paese sono spesso brillanti laureati e ricercatori, tecnici, imprenditori, personale altamente qualificato”.

Secondo il rapporto di HRC Academy le professioni più ricercate sono:

  1. Ingegneri;
  2. Venditori/Commerciali;
  3. Profili di marketing;
  4. Profili tecnici/specializzati.

Mentre invece le professioni meno ricercate sono:

  1. Amministrativi, contabili, bancari;
  2. Addetti alla comunicazione;
  3. Legali;
  4. Profili generici.

Per quanto riguarda all’indicazione dei titoli di studio con i quali è più facile trovare lavoro ci sono:

  1. Ingegneria;
  2. Economia;
  3. Istituti tecnici e professionale;
  4. Scienze matematiche, fisiche e naturali;
  5. Scienze statistiche.

Mentre i titoli di studio con cui sarà più difficile trovare lavoro sono invece:

  1. Lettere;
  2. Sociologia;
  3. Licei;
  4. Scienze della comunicazione;
  5. Psicologia;
  6. Scienze politiche.

I consigli dei direttori delle risorse umane a chi cerca lavoro:

a)      Imparare le lingue straniere

b)      Aprirsi ad esperienze professionali all’estero

c)       Aggiornamento continuo

d)      Flessibilità e Mobilità Geografica

e)      Umiltà e tenacia

Le caratteristiche più apprezzate dalle aziende:

a)      Curiosità e Problem Solving

b)      Ambizione

c)      Creatività e Apertura Mentale

d)      Disponibilità al Cambiamento

e)      Determinazione e Orientamento al risultato

Non rimane altro che adeguarci alla situazione e sperare che le istituzioni ci diano una mano concreta.

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7 miliardi di persone

Il pianeta è abitato da 7 miliardi di esseri umani. La notizia ha fatto il giro del mondo in questi ultimi giorni e già c’è chi pensa a conseguenze apocalittiche.

Di certo il fatto che il tasso di crescita della popolazione mondiale sia cresciuto di un miliardo in neanche 15 anni è un dato di cui non si può non tenere conto.

Alcuni “pessimisti” ritengono, con un fondo di verità, che questo fenomeno possa causare non pochi cambiamenti e problemi all’ambiente. Infatti, la crescita demografica comporta ovviamente delle conseguenze, e c’è chi pensa che la scarsità di cibo sia tra queste (cosa, che almeno a mio parere, ritengo sia improbabile). Poi c’è da considerare il cambiamento climatico e la scarsità d’acqua. Su quest’ultima eventuale piaga, e dopo le stime delle Nazioni Unite (le quali prevedono che arriveremo a ad essere circa 9 miliardi per il 2050), molti ritengono sarà addirittura difficile trovare acqua potabile. Inoltre, è vero anche che l’aumento del numero di persone fa sì che aumenta anche il livello di anidride carbonica, il quale incide negativamente sul riscaldamento globale.

Alcuni dati:

  • Il 19% degli esseri umani vive in  Cina (mentre sale il tasso dell’India);
  • Il 50,5% vive nelle città;
  • I cristiani sono il 33%
  • L’età media è di 29 anni;
  • Il 73% della popolazione mondiale non usa internet;
  • Il  50,4% è di sesso maschile.

E ancora: ogni anno nascono 140 milioni di uomini, pari a oltre due volte la popolazione italiana; ogni anno muoiono 57 milioni di persone.

Nel 1950 per ogni persona di otre 65 anni ce n’erano 12 in età lavorativa, mentre, secondo le stime, saranno solo 3 nel 2050.

Sono dati questi che andrebbero presi in considerazione nella governance politica al fine di provvedere ad eventuali precauzioni. Ma considerando a come ci hanno abituato le istituzioni, soprattutto quelle nazionali (ma anche quelle internazionali) come andrà a finire?

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Una nuova era digitale sta per cominciare. Infatti, nel 2014, secondo quanto riporta Radicati Group, ci         potrebbe essere il sorpasso degli utenti dei social network nei confronti delle caselle e-mail e          persino dei messaggini telefonici.  Si tratta dell’ultima trovata della Apple, chiamata iMessage. Quest’applicazione permette, a chi possiede un iPod o un iPhone o un iPad, di inviare sms utilizzando la rete internet al posto della tradizionale linea telefonica. Un’idea questa che consente a milioni di persone di dialogare con messaggi gratuitamente se ci si connette al web attraverso il wifi. Per quelli che invece si trovano momentaneamente fuori casa possono comodamente sfruttare la rete 3G del telefonino e acquistare un piano tariffario flat tutto incluso in modo da inviare tutti i messaggi che si vuole senza spendere cifre considerevoli. Va però ricordato che, nei periodi recenti,  una applicazione del genere (Whatsapp) è stata già scaricata da circa 20 milioni, in quanto questa è facilmente reperibile e utilizzabile su quasi tutti i cellulari (un bel vantaggio).È facilmente comprensibile il danno che subiscono le compagnie telefoniche che proprio dagli sms traggono dei ricavi straordinari.

Per far rendere  l’idea riportiamo alcuni dati:

  • Ogni giorno 4,2 miliardi di persone inviano sms;
  • Ogni secondo si spediscono più di 190 mila sms;
  • Tre persone su cinque hanno un cellulare con cui messaggiare;
  • Solo nel 2010 sono stati inviati 6,1 trilioni di sms;

Per quanto riguarda l’e-mail è anch’essa in forte crisi. Con il boom del web 2.0, e soprattutto negli anni 90 e inizio 2000, questo era il principale strumento di comunicazione usato su internet (nonostante c’è da considerare che in Italia non tutti, come sappiamo, lo utilizzassero a causa di una scarsa alfabetizzazione informatica). Successivamente, e quindi in anni più recenti, c’è stato invece il successo dei social network, i quali hanno progressivamente assunto una posizione di quasi monopolio nel sistema comunicativo-informatico. Gli esperti sostengono che l’e-mail non sparirà ma si verificherà una evoluzione della comunicazione indirizzata su strumenti social (primi fra tutti Twitter, Facebook e Google plus). Uno dei motivi che hanno caratterizzato probabilmente la “caduta” della posta elettronica sono la continua presenza nelle caselle degli spam e dei bacon che possono essere visti dagli utenti come degli invasori fastidiosi. Nel 2010 sono state inviate oltre 107 miliardi di e-mail e otre 27 miliardi di queste erano campagne di marketing e pubblicità di aziende. In media ognuno ne riceve 7300 l’anno.

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