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Archive for febbraio 2012

Secondo uno studio condotto dalla Chicago Booth School of Business, attraverso un sondaggio che ha analizzato 205 soggetti di una età compresa fra i 18 e 85 anni,   facebook e twitter creano più dipendenza dell’alcol e delle sigarette.

Non c’è niente da fare… i racconti che creiamo intorno all’uso del web strutturano il nostro immaginario su internet.

Questo studio è si è svolto durante una giornata tipo dei vari soggetti e ne emerso appunto che il bisogno di sapere se ci sono novità che ci riguardano più o meno è più forte di quello di fumare e di bere.

Ormai i social network hanno ci hanno reso dipendenti dalla comunicazione. Quest’ultima si trova infatti, insieme al lavoro,  in cima alle attività a cui pensiamo maggiormente dopo il sesso e al dormire.

Wilhelm Hofmann, il docente di scienze comportamentali che ha diretto la ricerca che verrà pubblicata su Psycological Science, ha spiegato:

Il fatto che il sonno ed il piacere siano i desideri più problematici suggerisce l’esistenza di tensioni pervasive fra inclinazioni naturali al riposo ed al relax e la moltitudine di lavoro e gli altri obblighi. In confronto può anche essere più difficile resistere ai desideri connessi ai media a causa della loro elevata disponibilità e anche perché ci sembra che non ci costi troppo impegnarci in queste attività, anche se si vuol resistere”.

Basta non esagerare con questa dipendenza 😀

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Tra gaffe e dichiarazioni che abbiano ascoltato e potuto leggere sui giornali negli ultimi periodi sulla “questione lavoro”, ognuno ha avuto da ridire sulla indelicatezza o comunque superficialità con cui sono state dette certe parole, anche perché alcune (a mio avviso soprattutto le ultime espresse dal ministro dell’interno) possono essere considerate anche offensive in quanto presa in giro:

il posto fisso è monotono (M.Monti);

sulla riforma del lavoro «non si può tergiversare». E ancora: «Il posto fisso è un’illusione e perciò non può essere promesso» (E. Fornero);

gli italiani cercano lavoro vicino mamma e papà (A.Cancellieri).

Si vede che la Cancellieri non è bene informata. Si perché secondo un’indagine elaborata dall’Isfol

  •  il 72 % dei giovani fra i 20 e i 34 anni è disponibile a spostarsi pur di trovare lavoro
  •  Il 17 % mette in conto di vivere in un altro paese europeo
  •  quasi il 10 % è disponibile anche a cambiare continente
Da questo articolo di La Repubblica emerge che:

Nel 2010, dati Svimez, quasi 60 mila laureati si sono spostati dal Sud a Nord per motivi di lavoro (oltre 18 mila con cambio di residenza) e 1.200 sono “fuggiti” all’estero. Almalaurea certifica che solo il 3,8 per cento dei laureati italiani non è disponibile a trasferimenti. Di fatto, ad un anno dalla tesi, i laureati meridionali lavoro a 214 chilometri di distanza media dal comune di nascita, ma la media italiana è comunque alta (88 Km). La disponibilità a spostarsi aumenta all’aumentare del reddito della famiglia di provenienza. “Einaudi diceva che per governare bisogna conoscere” ricorda Andrea Cammelli, direttore di Almalaurea “affermare che i giovani tendono all’immobilismo è un errore smentito dalle cifre. Non è poggiando su vecchi luoghi comuni che troveremo la strada per uscire dalla crisi”.

Skoda – Curriculum Vitae from weareflink on Vimeo.

Per concludere l’agenzia tedesca Weareflink ha creato questo bellissimo spot per Skoda, che racconta molto bene tutti i sogni e le aspettative che si hanno quando si scrive e si spedisce un curriculum, nella speranza che finisca nelle mani giuste, e che venga capito e apprezzato.

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Ormai quasi tutte le aziende utilizzano i social network per le proprie strategie di comunicazione e marketing. Secondo uno studio di eCircle  i social media sono molto importanti perché:

  • Aumentano l’interazione con le persone;
  • Permettono di raccogliere feedback;
  • Migliorano la awareness e la reputazione;
  • Consentono attività di marketing efficaci;
  • Agevolano la fidelizzazione;

Risulta evidente l’importanza che assumono i social media in un progetto di marketing, considerando anche il tempo trascorso dalle persone su di essi (in special modo i social network per il 94%).

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