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Facebook era già stato accusato in passato di essere responsabile di litigi e separazioni, ma ora è stato definito come la causa principale di un terzo dei divorzi in Inghilterra.

 Un portale che offre servizi legali di divorzio online ha analizzato infatti circa 5000 richieste di separazione e ne è uscito fuori che un caso su tre è dovuto dal social network fondato da Zuckerberg.

Oggigiorno il mondo virtuale è diventato il luogo più frequentato per avere

delle relazioni extraconiugali.

Si va su facebook per “incontrare” delle persone proprio come si fa in qualsiasi locale, e per molte persone risulta più facile relazionarsi dietro uno schermo che li possa proteggere piuttosto che in un bar davanti ad altre persone.  Inoltre, a spiegare ulteriormente questo fenomeno ci sono sicuramente i commenti negativi rilasciati sul proprio profilo quando il matrimonio si trova già in  una situazione di crisi, i messaggi negativi inviati da uno dei due partner o la ricerca da parte di uno di questi del proprio o della propria ex.

E come succede spesso, le persone tendono ad accusare i media, qualunque siano, per un comportamento “negativo” (il Corriere della Sera titola in prima pagina: “Facebook, motore primo di divorzi), dimenticando che dietro il mezzo c’è sempre la persona. È vero che internet ha sicuramente favorito l’aumento dei divorzi,  e i numeri forniti della ricerca inglese di Divorce-online ne sono una prova (è la causa del 33% dei divorzi),  ma è giusto definirlo come una causa?

Va ricordato anche che è proprio grazie a facebook  e in generale di internet che si sono venute a formare diverse coppie.

Quello che penso e che mi sento di rispondere a coloro che ritengono facebook una minaccia al matrimonio è questo:

fabebook non è un motivo di divorzio… è solo uno strumento che velocizza quello che prima o poi evidentemente sarebbe dovuto finire…

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Un interessante video realizzato da Visualizing che racconta com’è andato l’ormai passato 2011 per i social network

Questo video mostra come e quanto vengono utilizzati i social media nel mondo

Jacques Seguela, un famoso pubblicitario francese, spiega a suo modo quella che secondo lui è una strategia creativa/comunicativa attraverso questo racconto:


C’era una volta un creativo che esce tutti i giorni dalla metropolitana e che incontra sempre un cieco che chiede l’elemosina e con il quale entra in confidenza.
Un giorno il cieco gli dice: “senti, tu che sei creativo inventami un annuncio. I tempi sono duri e le mie entrate sono diminuite.” Il pubblicitario prende il cartello sul quale c’era scritto “cieco dalla nascita”, la cancella, scrive qualcos’altro e se ne va. Il giorno dopo il cieco lo chiama: “ma cosa hai scritto sul mio cartello? Ieri ho incassato più del doppio!”. E il creativo risponde: “ il concetto è lo stesso, solo che ho cambiato strategia di comunicazione scrivendo: oggi è il primo giorno di primavera, peccato che non posso vederlo”.

Questo video realizzato da Purplefeather descrive quanto appena detto

Un racconto quasi commuovente per spiegare un concetto semplice e complesso allo stesso tempo e che è valido in politica, nel marketing, nel giornalismo e nella vita quotidiana di ognuno di noi ed è: “esistono centinaia (e forse anche di più) di modi per dire qualcosa a qualcuno, ma sono pochi quelli che veramente comunicano”.
Certamente fare leva sulla sfera emotiva cattura l’attenzione.

Gmail si rifà il look

Nuove novità per la casella di posta di posta di Google con temi spettacolari e varie funzionalità

È iniziato come una scommessa e poi si è dimostrata come la migliore carta vincente della rai negli ultimi anni. È vero che c’era grande attesa fin dall’inizio per Fiorello e il suo programma “Il più grande spettacolo dopo il weekend”, ma chi si sarebbe immaginato che avrebbe distaccato in maniera tanto eclatante il “Grande Fratello” e che avrebbe fatto ascolti mai visti prima?

Difatti ogni sera ha registrato share paragonabili alle partite dei mondiali! (l’ultima puntata si è andati oltre il 50% di share)

Lo showman è tornato dopo alcuni anni di assenza dalla tv pubblica e per quattro lunedì di seguito, anche se qualcuno ipotizzava che si potesse proseguire col programma almeno per un ulteriore puntata dato il successo.

È stata la rivincita del varietà nella tv generalista, dimostrando che si può ancora fare intrattenimento in maniera simpatica e intelligente.

Tralasciando di segnalare tutti gli ospiti che sono intervenuti durante lo spettacolo, il successo di Fiorello è dovuto sicuramente alla sua spontaneità VERA che lo caratterizza, e non come gli atri conduttori che siamo soliti vedere in tv che sembrano recitare un copione scritto.

Benigni, ospite nell’ultima puntata, ha citato Bertini dicendo che i giovani hanno bisogno di esempi.

Almeno personalmente credo che quella di Fiorello sia una personalità da prendere come esempio, e sicuramente sa come fare leva sul pubblico dei giovani. Scommetto che c’è un fondo di verità quando ha detto che, dopo aver preso in giro i ragazzi di oggi (o come li chiama lui “i pischelli”), uno di questi abbia mandato un sms in cui c’era scritto “Madre… sono vivo!” 😀

Gli ascolti? Ma a noi degli ascolti non ci importa niente, pensiamo solo al prodotto. Anche se fossero stati bassi saremmo stati contenti lo stesso e invece… Avemo fatto il bottooooo!”: Fiorello esulta così, al Tg1 per il successo di ascolti della prima puntata.

Poi il piccolo battibecco su twitter con Sabina Guzzanti che ha detto: “Ogni tanto passo su Fiorello, noiosissimo. Ovviamente non poteva mancare la risposta del diretto interessato che senza farsi attendere ha replicato alla sua maniera: “Ciao rosiconaa! Pensa che una volta mi facevi ridere adesso mi fai tristezza!

E come dargli torto… mi domando cosa abbia visto la Guzzanti :D.

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