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Posts Tagged ‘comunicazione’

Oggi non è solo il secondo giorno di primavera (quest’anno infatti è bisestile e quindi l’equinozio di primavera è avvenuto il 20 di marzo) ma è anche la giornata mondiale della poesia. Ok non me ne intendo molto ma vorrei approfittarne per dirvi qual’è la mia poesia preferita, anche se il mio bagaglio di conoscenza nel campo della letteratura non è molto  ampio.

La poesia che vorrei esporvi è “Se” di  Joseph Rudyard Kipling scritta nel 1895. Questa, come potrete notare, è una vera e propria lettera scritta dall’autore a suo figlio. Buona lettura:

Se riesci a conservare il controllo
quando tutti intorno a te lo perdono e te ne danno la colpa, Se puoi avere fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te,
Ma prendi in considerazione anche i loro dubbi.
Se sai aspettare senza stancarti dell’attesa,
O essendo calunniato, non ricambiare con calunnie,
O essendo odiato, non dare spazio all’odio,
Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo da saggio;

Se puoi sognare, senza fare dei sogni i tuoi padroni;
Se puoi pensare, senza fare dei pensieri il tuo scopo,
Se sai incontrarti con il Successo e la Sconfitta
E trattare questi due impostori allo stesso modo.
Se riesci a sopportare di sentire la verità che hai detto
Distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per gli ingenui,
O guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
E piegarti a ricostruirle con strumenti usurati.

Se puoi fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
E rischiarlo in un unico lancio di una monetina,
E perdere, e ricominciare daccapo
Senza mai fiatare una parola sulla tua perdita.
Se sai costringere il tuo cuore, nervi, e polsi
A sorreggerti anche quando sono esausti,
E così resistere quando in te non c’è più nulla
Tranne la Volontà che dice loro: “Resistete!”

Se riesci a parlare alle folle e conservare la tua virtù,
O passeggiare con i Re, senza perdere il contatto con la gente comune,
Se non possono ferirti né i nemici né gli amici affettuosi,
Se per te ogni persona conta, ma nessuno troppo.
Se riesci a riempire ogni inesorabile minuto
Dando valore a ognuno dei sessanta secondi,
Tua è la Terra e tutto ciò che contiene,
E — cosa più importante — sarai un Uomo, figlio mio!

Consigli di vita 🙂

Qui potete ascoltare la versione originale.

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Secondo uno studio condotto dalla Chicago Booth School of Business, attraverso un sondaggio che ha analizzato 205 soggetti di una età compresa fra i 18 e 85 anni,   facebook e twitter creano più dipendenza dell’alcol e delle sigarette.

Non c’è niente da fare… i racconti che creiamo intorno all’uso del web strutturano il nostro immaginario su internet.

Questo studio è si è svolto durante una giornata tipo dei vari soggetti e ne emerso appunto che il bisogno di sapere se ci sono novità che ci riguardano più o meno è più forte di quello di fumare e di bere.

Ormai i social network hanno ci hanno reso dipendenti dalla comunicazione. Quest’ultima si trova infatti, insieme al lavoro,  in cima alle attività a cui pensiamo maggiormente dopo il sesso e al dormire.

Wilhelm Hofmann, il docente di scienze comportamentali che ha diretto la ricerca che verrà pubblicata su Psycological Science, ha spiegato:

Il fatto che il sonno ed il piacere siano i desideri più problematici suggerisce l’esistenza di tensioni pervasive fra inclinazioni naturali al riposo ed al relax e la moltitudine di lavoro e gli altri obblighi. In confronto può anche essere più difficile resistere ai desideri connessi ai media a causa della loro elevata disponibilità e anche perché ci sembra che non ci costi troppo impegnarci in queste attività, anche se si vuol resistere”.

Basta non esagerare con questa dipendenza 😀

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Jacques Seguela, un famoso pubblicitario francese, spiega a suo modo quella che secondo lui è una strategia creativa/comunicativa attraverso questo racconto:


C’era una volta un creativo che esce tutti i giorni dalla metropolitana e che incontra sempre un cieco che chiede l’elemosina e con il quale entra in confidenza.
Un giorno il cieco gli dice: “senti, tu che sei creativo inventami un annuncio. I tempi sono duri e le mie entrate sono diminuite.” Il pubblicitario prende il cartello sul quale c’era scritto “cieco dalla nascita”, la cancella, scrive qualcos’altro e se ne va. Il giorno dopo il cieco lo chiama: “ma cosa hai scritto sul mio cartello? Ieri ho incassato più del doppio!”. E il creativo risponde: “ il concetto è lo stesso, solo che ho cambiato strategia di comunicazione scrivendo: oggi è il primo giorno di primavera, peccato che non posso vederlo”.

Questo video realizzato da Purplefeather descrive quanto appena detto

Un racconto quasi commuovente per spiegare un concetto semplice e complesso allo stesso tempo e che è valido in politica, nel marketing, nel giornalismo e nella vita quotidiana di ognuno di noi ed è: “esistono centinaia (e forse anche di più) di modi per dire qualcosa a qualcuno, ma sono pochi quelli che veramente comunicano”.
Certamente fare leva sulla sfera emotiva cattura l’attenzione.

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