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La cosiddetta SOPA (Stop Online Piracy Act) è un disegno legge presentato negli USA allo scopo di fermare la pirateria informatica:

“La nuova legge, permetterebbe ai titolari di copyright statunitensi di agire direttamente per impedire la diffusione di contenuti protetti; al momento (dicembre 2011) la legge è in discussione presso la commissione giustizia del Congresso degli Stati Uniti. La legge permetterebbe inoltre al Dipartimento di Giustizia ed ai titolari di copyright di procedere legalmente contro i siti web accusati di diffondere o facilitare le infrazioni del diritto d’autore. A seconda del richiedente, le sanzioni potrebbero includere il divieto ai network pubblicitari o ai siti di gestione dei pagamenti (come, ad esempio, Paypal) d’intrattenere rapporti d’affari con il sito accusato delle infrazioni, il divieto ai motori di ricerca di mantenere attivi link verso il sito in questione e la richiesta agli Internet Service Provider di bloccare l’accesso al sito web. La legge, qualora approvata, renderebbe lo streaming di contenuti vincolati da copyright un reato.” (Wikipedia).

La principale preoccupazione è che questa legge, se approvata potrebbe costituire uno strumento di censura per i principali siti web globali, e non solo. Lo sviluppo di questo disegno di legge, che per ora è stato proposto negli Stati Uniti, è favorito dall’industria del cinema e della musica, i quali ritengono internet il principale colpevole per la violazione del copyright.

I più importanti nomi del web si sono mobilitati (Wikipedia, Facebook, Twitter, E-bay, Google) minacciando uno sciopero.

Sono comprensibili le esigenze del mondo del cinema e della musica ma questo provvedimento è fin troppo eccessivo perché SOPA potrebbe indebolire la libertà di espressione che è stato il punto di forza di internet per gli utenti che l’hanno saputo sfruttare.

Quindi come dice Zuckerberg: “The world today needs political leaders who are pro-internet

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Facebook era già stato accusato in passato di essere responsabile di litigi e separazioni, ma ora è stato definito come la causa principale di un terzo dei divorzi in Inghilterra.

 Un portale che offre servizi legali di divorzio online ha analizzato infatti circa 5000 richieste di separazione e ne è uscito fuori che un caso su tre è dovuto dal social network fondato da Zuckerberg.

Oggigiorno il mondo virtuale è diventato il luogo più frequentato per avere

delle relazioni extraconiugali.

Si va su facebook per “incontrare” delle persone proprio come si fa in qualsiasi locale, e per molte persone risulta più facile relazionarsi dietro uno schermo che li possa proteggere piuttosto che in un bar davanti ad altre persone.  Inoltre, a spiegare ulteriormente questo fenomeno ci sono sicuramente i commenti negativi rilasciati sul proprio profilo quando il matrimonio si trova già in  una situazione di crisi, i messaggi negativi inviati da uno dei due partner o la ricerca da parte di uno di questi del proprio o della propria ex.

E come succede spesso, le persone tendono ad accusare i media, qualunque siano, per un comportamento “negativo” (il Corriere della Sera titola in prima pagina: “Facebook, motore primo di divorzi), dimenticando che dietro il mezzo c’è sempre la persona. È vero che internet ha sicuramente favorito l’aumento dei divorzi,  e i numeri forniti della ricerca inglese di Divorce-online ne sono una prova (è la causa del 33% dei divorzi),  ma è giusto definirlo come una causa?

Va ricordato anche che è proprio grazie a facebook  e in generale di internet che si sono venute a formare diverse coppie.

Quello che penso e che mi sento di rispondere a coloro che ritengono facebook una minaccia al matrimonio è questo:

fabebook non è un motivo di divorzio… è solo uno strumento che velocizza quello che prima o poi evidentemente sarebbe dovuto finire…

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Questo video mostra come e quanto vengono utilizzati i social media nel mondo

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È iniziato come una scommessa e poi si è dimostrata come la migliore carta vincente della rai negli ultimi anni. È vero che c’era grande attesa fin dall’inizio per Fiorello e il suo programma “Il più grande spettacolo dopo il weekend”, ma chi si sarebbe immaginato che avrebbe distaccato in maniera tanto eclatante il “Grande Fratello” e che avrebbe fatto ascolti mai visti prima?

Difatti ogni sera ha registrato share paragonabili alle partite dei mondiali! (l’ultima puntata si è andati oltre il 50% di share)

Lo showman è tornato dopo alcuni anni di assenza dalla tv pubblica e per quattro lunedì di seguito, anche se qualcuno ipotizzava che si potesse proseguire col programma almeno per un ulteriore puntata dato il successo.

È stata la rivincita del varietà nella tv generalista, dimostrando che si può ancora fare intrattenimento in maniera simpatica e intelligente.

Tralasciando di segnalare tutti gli ospiti che sono intervenuti durante lo spettacolo, il successo di Fiorello è dovuto sicuramente alla sua spontaneità VERA che lo caratterizza, e non come gli atri conduttori che siamo soliti vedere in tv che sembrano recitare un copione scritto.

Benigni, ospite nell’ultima puntata, ha citato Bertini dicendo che i giovani hanno bisogno di esempi.

Almeno personalmente credo che quella di Fiorello sia una personalità da prendere come esempio, e sicuramente sa come fare leva sul pubblico dei giovani. Scommetto che c’è un fondo di verità quando ha detto che, dopo aver preso in giro i ragazzi di oggi (o come li chiama lui “i pischelli”), uno di questi abbia mandato un sms in cui c’era scritto “Madre… sono vivo!” 😀

Gli ascolti? Ma a noi degli ascolti non ci importa niente, pensiamo solo al prodotto. Anche se fossero stati bassi saremmo stati contenti lo stesso e invece… Avemo fatto il bottooooo!”: Fiorello esulta così, al Tg1 per il successo di ascolti della prima puntata.

Poi il piccolo battibecco su twitter con Sabina Guzzanti che ha detto: “Ogni tanto passo su Fiorello, noiosissimo. Ovviamente non poteva mancare la risposta del diretto interessato che senza farsi attendere ha replicato alla sua maniera: “Ciao rosiconaa! Pensa che una volta mi facevi ridere adesso mi fai tristezza!

E come dargli torto… mi domando cosa abbia visto la Guzzanti :D.

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